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“Matteotti (anatomia di un fascismo)” – Abano Teatro 35^ stagione di prosa

10 giugno 1924. Alcuni testimoni dichiarano di aver assistito a una colluttazione in una vettura e di aver visto espellere il tesserino del deputato polesano. Matteotti (anatomia di un fascismo) ripercorre l’ascesa di quel fenomeno eversivo che Giacomo Matteotti seppe comprendere, fin dall’inizio, in tutta la sua estrema gravità, a differenza di molti che non videro o non vollero vedere. Matteotti - l’oppositore, il pacifista, lo studioso, l’amministratore, il riformista - prese la parola, pubblicamente e instancabilmente: una parola chiara, veritiera, fondata sui fatti, indiscutibile. Tempesta, così lo chiamavano. Uno col sangue caldo. “Io denuncio all’Italia e al mondo intero che un mostro chiamato fascismo ogni giorno diventa più potente proprio grazie al silenzioso assenso di chi lo svaluta, lo legittima e non lo combatte!”.
buffoni

“Buffoni all’inferno” – Abano Teatro 35^ stagione di prosa

Da che mondo è mondo i Comici sono spaventati quanto attratti dall’Inferno. L’Averno è la destinazione finale per chi è pronto a tutto per strappare una risata. L’inferno racchiude al suo interno l’alto e il basso, il tragico e il grottesco
pirandello pulp

“Pirandello pulp” – Abano Teatro 35^ stagione di prosa

Siamo in prova, sul palco dove deve andare in scena Il Gioco delle Parti di Pirandello. Per il montaggio delle luci si presenta Carmine, che non sa nulla dello spettacolo e soffre di vertigini. Quest’ultimo poi inizia a discutere con il regista Maurizio in merito ad ogni dettaglio di regia. Le sue idee però sono innovative e nasce così l’idea di una regia pulp. I ruoli si invertono: Maurizio si occupa delle luci, mentre Carmine è diventato la mente pensante. Sembra un semplice gioco di ribaltamento dei ruoli, ma la scoperta di inquietanti verità scuoterà i già precari equilibri. La lezione del maestro siciliano irrompe all’improvviso quando il rapporto fra i due personaggi va oltre il limite del prevedibile.
chi è io

“Chi è io?” – Abano Teatro 35^ stagione di prosa

Giuseppe Cederna nel ruolo di Iago porta in scena la celebre tragedia shakespeariana del 1604. "Iago, straordinario demiurgo della scena, non si accontenta di uno spettacolino da incastrare fra due dialoghi, ma spinge la sfida creativa oltre la mimesi e compie il miracolo, rendendo reale ciò che reale non è - afferma il regista Emanuele Gamba -
otello

“Otello Di precise parole si vive” – Abano Teatro 35^ stagione di prosa

Giuseppe Cederna nel ruolo di Iago porta in scena la celebre tragedia shakespeariana del 1604. "Iago, straordinario demiurgo della scena, non si accontenta di uno spettacolino da incastrare fra due dialoghi, ma spinge la sfida creativa oltre la mimesi e compie il miracolo, rendendo reale ciò che reale non è - afferma il regista Emanuele Gamba - (…) Circondato da luci su piantane, due appendiabiti, una cassa d’attrezzeria, qualche sedie e pochi abiti, Iago - per amore di Desdemona o per amore del Teatro chissà - allestisce un labirinto, quello della mente del Moro in cui finte parole accendono passioni vere che portano dritte ad epiloghi di morte; e ancora una volta vince la parola, il verbo, il logos che squarcia il cielo come tuoni, fulmini e saette".