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“Chi è io?” – Abano Teatro 35^ stagione di prosa
Giuseppe Cederna nel ruolo di Iago porta in scena la celebre tragedia shakespeariana del 1604. "Iago, straordinario demiurgo della scena, non si accontenta di uno spettacolino da incastrare fra due dialoghi, ma spinge la sfida creativa oltre la mimesi e compie il miracolo, rendendo reale ciò che reale non è - afferma il regista Emanuele Gamba -

“Otello Di precise parole si vive” – Abano Teatro 35^ stagione di prosa
Giuseppe Cederna nel ruolo di Iago porta in scena la celebre tragedia shakespeariana del 1604. "Iago, straordinario demiurgo della scena, non si accontenta di uno spettacolino da incastrare fra due dialoghi, ma spinge la sfida creativa oltre la mimesi e compie il miracolo, rendendo reale ciò che reale non è - afferma il regista Emanuele Gamba - (…) Circondato da luci su piantane, due appendiabiti, una cassa d’attrezzeria, qualche sedie e pochi abiti, Iago - per amore di Desdemona o per amore del Teatro chissà - allestisce un labirinto, quello della mente del Moro in cui finte parole accendono passioni vere che portano dritte ad epiloghi di morte; e ancora una volta vince la parola, il verbo, il logos che squarcia il cielo come tuoni, fulmini e saette".

“Elena, La Matta” – Abano Teatro 35^ stagione di prosa
Il 16 ottobre 1943 le SS Naziste rastrellano il ghetto di Roma, deportando ad Auschwitz oltre 1000 ebrei. Fra questi c’è Elena Di Porto, che fino alla sera prima ha provato ad avvertire gli abitanti del ghetto del pericolo imminente. Nessuno, però, le ha dato retta, perché Elena è la “pazza” del quartiere ebraico, per l’appunto detta “la matta di Piazza Giudìa”.

“La canzone Italiana” – Abano Teatro 35^ stagione di prosa
Un programma nato nel 2023 comprendente la rivisitazione dei migliori successi della canzone italiana dai più classici ai più recenti, arrangiati per orchestra sinfonica e reinterpretati dalla voce di Laura Ivan.

“Io, Vincent Van Gogh” – Abano Teatro 35^ stagione di prosa
Gli album di Corrado d’Elia sono eventi scenici quasi intimi, privati, come potrebbe esserlo un album di vecchie fotografie da mostrare con pudore. Sono racconti di passioni, percorsi poetici che ogni volta coinvolgono ed emozionano, sospendendo il tempo, in uno stato di totale condivisione con il pubblico. L’artista nell’ideare questo spettacolo si è chiesto: Come poter vivere Van Gogh in modo nuovo, pieno e totale? Come restituire al pubblico qualcosa di diverso da quello cui è abituato? Com’è possibile dunque sorprenderci ancora? Così partendo da queste premesse ha creato un testo a nuovo, con la stessa linea artistica dei precedenti album “Non chiamatemi maestro”, “Iliade”, “Poesia la vita” e “Dante Inferno”. Si tratta di ballate poetiche che accompagnano lo spettatore in un percorso emotivo forte e originale. Quindi Ognuno di noi sarà Van Gogh, in prima persona, in soggettiva, in piena immersione. Ognuno potrà perdersi in storie conosciute o poco note, attraverso un percorso originale e spero emozionante e commovente.

