Mostra: “Una Sognata Felicità nei bronzetti d’autore” a cura di Alfonso M. Pluchinotta
Una mostra tematica, collettiva di alcuni artisti del Novecento, che vuole aprire una finestra sul mondo con rappresentazioni originali dei caratteri individuali, con i loro piccoli e grandi difetti (Varia Umanità), e dei fenomeni sociali, multiformi e contraddittori, di quella che Ossip Zadkine aveva definito la Foresta umana, un termine che sottintende il sottobosco misterioso, capace di (s)piacevoli sorprese.
A seguire altre sezioni di impatto sociale come l’incontro (La Terra del “tra”), i legami (Uniti e Liberi), le avversità (I naufragi della vita) fino al bisogno di solidarietà e compassione (Il dono di sé).
Tutte le opere hanno una qualcosa da raccontare.
Doris Salcedo fa una rappresentazione della perdita della individualità, dell’essere per lo più ‘ammassati’ in formicai umani.
Paul Auban si sofferma sui naufragi della vita che sono anche quelli delle speranze.
Shlomo Selinger, sopravvissuto a nove campi di concentramento, testimonia l’importanza di restare uniti.
Rainer Kriester è presente con più opere, quasi surreali, di come ci si sente ad essere ‘assediati’ dal tempo e dalle incombenze.
Seibo Kitamura rappresenta la pace a Nagasaki dopo la bomba atomica.
Henry Moore fa della resilienza una scultura femminile donata al quartiere più bombardato di Londra.
Carl-Fredik Reutersward dedica all’amico John Lennon la sua famosa pistola ‘annodata’ della non-violenza.
Gabriel Sterk racconta, attraverso La lotta dell’angelo con Giacobbe, come si può essere “avversati nelle avversità”.
Auguste Rodin viene rappresentato da una delle sue più famose maschere del dolore.
E poi altri artisti – tra cui Botero, Zadkine, Le Corbusier – presenti con le maquette dei loro monumenti più famosi in diverse piazze del mondo.
Oltre cento opere, piccole ma significative provenienti dal collezionismo privato, frutto dello spirito letterario e sociale che le anima, e che trascende da ogni forma di valore di mercato e di esibizione. Opere capaci di interrogarci in un viaggio sorprendente nella famiglia dell’uomo, nei suoi tormenti e nelle sue speranze, in tutto ciò in cui è facile riconoscersi e riflettere.
ORARIO: 09.30 – 19.00
Chiuso i lunedì non festivi
- Dove si svolgerà: Oratorio San Rocco
